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POESIA

E POI TU... E POI IO… E POI AMORE Pag. 152 NewCondition 5.00
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E POI TU... E POI IO… E POI AMORE Formato 15x21 NewCondition 5.00
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Parlare d’amore, di come
riesce a trasformarti e, a dare un senso alla tua esistenza, e in
questo contesto non si può non prescindere da noi due, nel mio
cuore…trovi solo l’immenso amore per te… l’amore smuove le grandi
fatiche e le rende leggere, l’amore è la vita… è la sensazione di
ritrovare nella tua testa un mare di emozioni che tremano, e remo… remo
verso il posto più sicuro che mi porto dentro… lei per esempio…non puoi
dire di aver vissuto veramente se, non ti sei lasciato andare al suo
dolce richiamo, fa tremare il battito del cuore, rende la tua vita un
susseguirsi di sogni… ricordi e dolci melodie, riesce a far sorridere le
lacrime… combatterei contro il destino se dovesse separarmi da te, sei
il pensiero fisso nella mente, che dire di lei è davvero quella persona
impossibile da descrivere, tanti, tanti pregi, e quei pochi difetti che
la rendono la persona che è! La bilancia dell’ignoranza sono le parole
d’amore, è il suo corretto equilibrio, perché l’amore è la molla che
riesce a cambiare il mondo, in silenzio… senza fare baccano, senza fare
casino, lo fa per fare in modo di farsi ascoltare dall’anima, lo fa
perché se guarda il cielo, non ha voglia di rivedere i propri ricordi
ma, di progettare nuovi traguardi… quel giorno in cui, dopo diversi anni
ci siamo rincontrati, per alcuni è stato uno sbaglio, ma sai mi sto
accorgendo che sei lo sbaglio più bello… l’amore, è la sorpresa di
scoprirti, di scoprire la dolcezza di una carezza, la gioia di starti
accanto… sei la mia musa ispiratrice, in queste poesie parlo di te, di
come riesci a farmi sentire un uomo migliore, quante lacrime ho
soffocato dentro! Quanta rabbia gridata per riuscire a farvi capire il
nostro diritto di decidere per noi! Amore mio, in queste poesie ritrovi
la nostra storia semplice di chi ama senza cercare spiegazioni, vuol
vivere l’amore, e noi riusciamo a far rivivere i sensi con un solo
sguardo, amiamo parlare spesso, ci confondia-mo tra i silenzi, lasciando
le parole lungo le mirandi del silenzio, se ascolti udrai il rumore
come un eco che scuote il cuore… tutto questo non deve essere solo un
ricordo, voglio continuare a viverti, e riuscire a spiegare a tutti, di
lasciarsi andare all’amore, sono pronto a tutto pur di stare con te, te
che mi riempi, te che mi completi, te che sei il mio tutto… c’è chi si
limita a chiamarlo amore, e chi lo chiama pazzia, io la chiamo vita, due
cuori che ritornano sempre per premiare chi sogna… l’amore supera ogni
confine, e per questo che dedichia-mo queste poesie all’amore, che
possano permettervi di credere… di non rinunciare mai a fantasticare,
l’amore riesce a farvi sentire come nuvole leggere, che fluttuano
nell’azzurro immenso danzando intorno al sole, sce-gliete… sceglietevi…
sbagliate ma… amatevi, perché   solo in questo modo ha un senso vivere!


 Lanternino Marco, Marinella Alessandrelli





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Monetti Editore promuove la cultura dando voce ad autrici e autori che esplorano le profondità dell'animo umano e le complessità del nostro tempo, offrendo uno spazio editoriale a nuove idee, emozioni e riflessioni sociali.

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LIBRO DELLA SETTIMANA

NARCISO  IL TORMENTO DELL’ANIMA

 

di PATRIZIA MARIA MACARIO

Esistono libri che si leggono. Esistono libri che si studiano. E poi esistono quei rari libri che, pagina dopo pagina, ti attraversano. Ti entrano nelle ossa, si insinuano nei silenzi che credevi di aver dimenticato e, senza clamore, ti restituiscono una verità che forse avevi smesso di cercare.

Narciso. Il tormento dell’anima è uno di questi.

Ho tra le mani un’opera che non teme di guardare il male negli occhi, e lo fa con la precisione chirurgica di chi il male lo ha subito, analizzato, smontato pezzo dopo pezzo per poterne infine parlare senza essere più posseduta. Non è un trattato di psicologia, sebbene la lucidità analitica ne percorra ogni pagina. Non è una memoria intima, sebbene la voce che lo abita sia così autentica da sembrare, a tratti, un monologo interiore che il lettore fa proprio senza accorgersene. È piuttosto un’opera di frontiera: il racconto di una sopravvivenza che diventa, con pazienza artigianale, strumento di conoscenza.

L’autrice compie un’operazione letteraria e umana insieme. Ci conduce dentro il meccanismo perfetto e perverso del narcisismo patologico – la maschera di affabilità, il corteggiamento come trappola, la lenta e inesorabile riscrittura della realtà – ma non si limita a descrivere il carnefice. Il suo sguardo, e qui sta la cifra più alta di questa scrittura, si posa con altrettanta onestà sulla vittima. Su di sé. Sulla parte di sé che ha scambiato la dipendenza per amore, la paura per passione, l’annullamento per dedizione.

Leggendo, ho pensato a quanto sia difficile raccontare il dolore senza autocommiserazione, e quanto sia ancora più difficile farlo con la chiarezza di chi ha dovuto attraversare il buio più volte prima di imparare a riconoscerne i segnali d’ingresso. Questo libro è il frutto di quel lungo apprendistato. Non c’è ingenuità in queste pagine, e non c’è nemmeno cinismo. C’è la sapienza amara e dolcissima di chi ha smesso di chiedersi “perché a me” per cominciare a chiedersi “cosa posso imparare perché non accada più”.

E poi, a un certo punto, accade qualcosa di inaspettato. La scrittura cambia registro. Il respiro si allarga. Dopo il racconto del tormento, dopo la cronaca minuziosa delle relazioni che consumano, emerge una figura nuova: la Nemesi.

Non la dea della vendetta, badiamo bene. Non c’è, in queste pagine, il facile conforto della rivalsa. La Nemesi che nasce dal silenzio e dalla pratica paziente di sé è altra cosa. È la donna che ha smesso di attendere salvezza perché ha imparato a essere, lei stessa, la propria salvezza. È la voce che non chiede più, non supplica più, non si dissolve più nell’altro perché ha ricomposto, frammento dopo frammento, il proprio centro.

Da scrittore, sono rimasto colpito dalla struttura stessa del libro, che procede per cerchi concentrici: ogni capitolo sembra riportare la protagonista allo stesso punto di partenza, ma ogni volta con una consapevolezza più alta. È una forma che ricorda il percorso terapeutico più autentico, quello che non procede in linea retta ma a spirale, dove ogni ritorno al dolore è in realtà un superamento. E la scrittura si fa specchio fedele di questo movimento: intensa, sincera, capace di reggere il peso della ripetizione senza mai cadere nella retorica.

C’è un passaggio, in particolare, che mi ha fermato. L’autrice scrive: “Mi ero convinta che amarlo significasse sopportare, giustificare, restare. E in questo inganno sottile avevo scambiato la sottomissione per dedizione, la paura per passione, il dolore per profondità.”

Queste parole sono il cuore di ogni relazione tossica. E metterle sulla pagina con questa nudità, senza schermi, senza l’alibi della letteratura, è un atto di coraggio che merita il massimo rispetto. Perché non si scrive così senza aver pagato un prezzo. Non si scrive così senza aver toccato il fondo e aver deciso, comunque, di risalire.

Ma questo libro non è solo per chi ha vissuto l’inferno del narcisismo patologico. È per chiunque abbia amato qualcuno che non sapeva amare. Per chi si sia mai chiesto, in una relazione, se fosse giusto sentirsi così poco. Per chi abbia scambiato il dolore per intensità e la sofferenza per prova d’amore. E, credo, anche per gli uomini che non hanno mai avuto il coraggio di guardare in faccia il meccanismo di cui sono stati, talvolta inconsapevolmente, artefici.

L’autrice non offre ricette. Non promette guarigioni facili. Non si erge a maestra di nulla se non della propria esperienza, attraversata con una tenacia e una lucidità che fanno di questo libro non solo un atto letterario ma un gesto politico nel senso più alto: restituire linguaggio a ciò che tace, nome a ciò che confonde, forma a ciò che distrugge.

E poi, alla fine, dopo il viaggio nel buio, dopo le cadute e le risalite, dopo il diario e la solitudine e la faticosa ricostruzione di sé, c’è l’amore. Non l’amore che chiede, non quello che si annulla, non quello che si accontenta di briciole. Un amore diverso, conquistato, finalmente scevro dal bisogno. Un amore che può esistere solo dopo aver imparato, prima di tutto, ad amare se stessi.

“Oggi la parola che amo di più è ‘rispetto’”, scrive l’autrice nell’epilogo, “ed è più forte dell’amore, ed è ciò che dopo trent’anni mi tiene legata a colui che ho rispettato in nome dell’amore.”

Questa frase, così semplice e insieme così radicale, potrebbe essere la sintesi di tutto il libro. Perché il rispetto, a differenza dell’amore inteso come fusione, è una scelta consapevole. È un limite che si pone. È una dignità che non si calpesta. È la condizione, forse, per un amore che non distrugga più.

Non so se esista una guarigione totale dalle ferite che questo libro racconta. Ma so che esiste la trasformazione. E so che quando un’esperienza così intima e dolorosa viene lavorata fino a diventare scrittura, fino a diventare dono per gli altri, allora il male ha smesso di essere l’ultima parola.

Per questo Narciso. Il tormento dell’anima non è solo un libro. È un atto di giustizia poetica verso se stesse e verso tutte quelle che non hanno ancora trovato il modo di dire ciò che hanno vissuto. È una mappa per chi è ancora nel tunnel. È una carezza per chi ne è appena uscita, stordita dalla luce. Ed è, per chiunque lo legga, l’occasione rara di incontrare una verità che non giudica, non condanna, ma semplicemente – potentemente – riconosce.

Chiuderlo non è come chiudere un romanzo. È come uscire da una stanza in cui si è stati finalmente ascoltati. E portarsi dentro, per sempre, quella voce che dice: non sei stata tu a sbagliare. Sei stata tu a credere. E quel coraggio, oggi, è la tua forza più grande. L’Editore, Salvatore Monetti

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La Casa Editrice Monetti Editore si distingue per la sua costante e qualificata partecipazione a fiere del libro di grande prestigio, come il Salone Internazionale del Libro di Torino, la Frankfurter Buchmesse di Francoforte, il Festival del Libro di Napoli, Casa Sanremo Writers, "Libro Aperto” Festival della Letteratura - Baronissi (SA), consolidando così la propria presenza nel panorama editoriale nazionale e internazionale.

 

TRIONFO ASSOLUTO PER PINO SOZIO: È LUI IL VINCITORE DEL PRIMO POSTO A CASA SANREMO WRITERS 2026. 

La Monetti Editore celebra il suo CAMPIONE e lo strepitoso successo del tris d'oro: 

Francesca De Sio, Mary Mulazzani, Lucia Nardi.

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