MONETTI EDITORE

8c628c70-36a1-481e-a4e2-9bc2038e81bd

MONETTI EDITORE

NewCondition 13.00
In Stock
racconti-sotto-spirito

NewCondition 12.00
In Stock
narciso-il-tormento-dellanima

NewCondition 10.00
In Stock
decio-e-lintelligenza-artificiale-racconto-breve-per-ragazzi

NewCondition 18.00
In Stock
divinazione-astrologia-magia-oracoli-profetismo-superstizione-origine-ed-effetti-del-pensiero-fantastico-saggio

1 2 3 4 5 62

POESIA

NEL SOGNO IMMERSA RE APPAGATA PAg. 92 NewCondition 14.00
In Stock
NEL SOGNO IMMERSA RE APPAGATA Formato 15x21 NewCondition 14.00
In Stock
La silloge “Nel sogno immersa e appagata” è un viaggio nei ricordi, un
sogno fuori dal tempo che scorre. È il luogo dove i sentimenti trovano
il coraggio di divenire parola. Un abbraccio di emozioni che indossano
un abito nuovo e si rivestono di poesia. La poetessa filtra i suoi versi
in una delicata narrazione poetica del suo viaggio in Lucania di cui
conserva ancora il ricordo con quella sequenza pittorica di grande
respiro emotivo pregna di realismo esasperante. Altrettanto reali sono
la nebbia che mangia l’aria “
Inghiotte l’uomo della città e lei /Lei, che voleva restar sola…
e il Po che guarda e sorride ai destini degli uomini che come fiumi
scorrono veloci, attraversando mille difficoltà e ricordi amari. I 55
giorni del sequestro Moro rappresentano uno spartiacque nella storia
d’Italia e nella storia di tante persone che vissero con dolore e
apprensione quelle settimane drammatiche e confuse. La poetessa
restituisce tra poesia e immagini i tormenti di un’anima messa
violentemente a confronto con il proprio destino. Tra scoraggiamento e
speranza penetra nello sguardo interiore del prigioniero Moro, per
restituirci il suo messaggio e per non dimenticare. infine “Il libro
degli Adii” e “L’angolo della nostalgia” ci regalano il respiro di altri
giorni in un silenzio ornato di voci assenti, ma reali e immortali nei
versi carichi di forza comunicativa che costituiscono un inevitabile
specchio in cui guardarsi, in cui esser costretti a fare i conti con la
propria vita. I versi si muovono tra figure lasciate in lontane
primavere e le parole rincorrono ricordi per fissarli, come per dare
fondamenta alla fragile condizione umana, nei “suoi passi fermi /nei
campi di terra smossa/ove la sinfonia dell’autunno/danza e più viva
s’effonde./…stupendo sogno/d’un malinconico novembre /da questo viso
scorre /in veste d’infreddolite lacrime.


nel-sogno-immersa-re-appagata

Monetti Editore promuove la cultura dando voce ad autrici e autori che esplorano le profondità dell'animo umano e le complessità del nostro tempo, offrendo uno spazio editoriale a nuove idee, emozioni e riflessioni sociali.

copertina.jpeg

LIBRO DELLA SETTIMANA

NARCISO  IL TORMENTO DELL’ANIMA

 

di PATRIZIA MARIA MACARIO

Esistono libri che si leggono. Esistono libri che si studiano. E poi esistono quei rari libri che, pagina dopo pagina, ti attraversano. Ti entrano nelle ossa, si insinuano nei silenzi che credevi di aver dimenticato e, senza clamore, ti restituiscono una verità che forse avevi smesso di cercare.

Narciso. Il tormento dell’anima è uno di questi.

Ho tra le mani un’opera che non teme di guardare il male negli occhi, e lo fa con la precisione chirurgica di chi il male lo ha subito, analizzato, smontato pezzo dopo pezzo per poterne infine parlare senza essere più posseduta. Non è un trattato di psicologia, sebbene la lucidità analitica ne percorra ogni pagina. Non è una memoria intima, sebbene la voce che lo abita sia così autentica da sembrare, a tratti, un monologo interiore che il lettore fa proprio senza accorgersene. È piuttosto un’opera di frontiera: il racconto di una sopravvivenza che diventa, con pazienza artigianale, strumento di conoscenza.

L’autrice compie un’operazione letteraria e umana insieme. Ci conduce dentro il meccanismo perfetto e perverso del narcisismo patologico – la maschera di affabilità, il corteggiamento come trappola, la lenta e inesorabile riscrittura della realtà – ma non si limita a descrivere il carnefice. Il suo sguardo, e qui sta la cifra più alta di questa scrittura, si posa con altrettanta onestà sulla vittima. Su di sé. Sulla parte di sé che ha scambiato la dipendenza per amore, la paura per passione, l’annullamento per dedizione.

Leggendo, ho pensato a quanto sia difficile raccontare il dolore senza autocommiserazione, e quanto sia ancora più difficile farlo con la chiarezza di chi ha dovuto attraversare il buio più volte prima di imparare a riconoscerne i segnali d’ingresso. Questo libro è il frutto di quel lungo apprendistato. Non c’è ingenuità in queste pagine, e non c’è nemmeno cinismo. C’è la sapienza amara e dolcissima di chi ha smesso di chiedersi “perché a me” per cominciare a chiedersi “cosa posso imparare perché non accada più”.

E poi, a un certo punto, accade qualcosa di inaspettato. La scrittura cambia registro. Il respiro si allarga. Dopo il racconto del tormento, dopo la cronaca minuziosa delle relazioni che consumano, emerge una figura nuova: la Nemesi.

Non la dea della vendetta, badiamo bene. Non c’è, in queste pagine, il facile conforto della rivalsa. La Nemesi che nasce dal silenzio e dalla pratica paziente di sé è altra cosa. È la donna che ha smesso di attendere salvezza perché ha imparato a essere, lei stessa, la propria salvezza. È la voce che non chiede più, non supplica più, non si dissolve più nell’altro perché ha ricomposto, frammento dopo frammento, il proprio centro.

Da scrittore, sono rimasto colpito dalla struttura stessa del libro, che procede per cerchi concentrici: ogni capitolo sembra riportare la protagonista allo stesso punto di partenza, ma ogni volta con una consapevolezza più alta. È una forma che ricorda il percorso terapeutico più autentico, quello che non procede in linea retta ma a spirale, dove ogni ritorno al dolore è in realtà un superamento. E la scrittura si fa specchio fedele di questo movimento: intensa, sincera, capace di reggere il peso della ripetizione senza mai cadere nella retorica.

C’è un passaggio, in particolare, che mi ha fermato. L’autrice scrive: “Mi ero convinta che amarlo significasse sopportare, giustificare, restare. E in questo inganno sottile avevo scambiato la sottomissione per dedizione, la paura per passione, il dolore per profondità.”

Queste parole sono il cuore di ogni relazione tossica. E metterle sulla pagina con questa nudità, senza schermi, senza l’alibi della letteratura, è un atto di coraggio che merita il massimo rispetto. Perché non si scrive così senza aver pagato un prezzo. Non si scrive così senza aver toccato il fondo e aver deciso, comunque, di risalire.

Ma questo libro non è solo per chi ha vissuto l’inferno del narcisismo patologico. È per chiunque abbia amato qualcuno che non sapeva amare. Per chi si sia mai chiesto, in una relazione, se fosse giusto sentirsi così poco. Per chi abbia scambiato il dolore per intensità e la sofferenza per prova d’amore. E, credo, anche per gli uomini che non hanno mai avuto il coraggio di guardare in faccia il meccanismo di cui sono stati, talvolta inconsapevolmente, artefici.

L’autrice non offre ricette. Non promette guarigioni facili. Non si erge a maestra di nulla se non della propria esperienza, attraversata con una tenacia e una lucidità che fanno di questo libro non solo un atto letterario ma un gesto politico nel senso più alto: restituire linguaggio a ciò che tace, nome a ciò che confonde, forma a ciò che distrugge.

E poi, alla fine, dopo il viaggio nel buio, dopo le cadute e le risalite, dopo il diario e la solitudine e la faticosa ricostruzione di sé, c’è l’amore. Non l’amore che chiede, non quello che si annulla, non quello che si accontenta di briciole. Un amore diverso, conquistato, finalmente scevro dal bisogno. Un amore che può esistere solo dopo aver imparato, prima di tutto, ad amare se stessi.

“Oggi la parola che amo di più è ‘rispetto’”, scrive l’autrice nell’epilogo, “ed è più forte dell’amore, ed è ciò che dopo trent’anni mi tiene legata a colui che ho rispettato in nome dell’amore.”

Questa frase, così semplice e insieme così radicale, potrebbe essere la sintesi di tutto il libro. Perché il rispetto, a differenza dell’amore inteso come fusione, è una scelta consapevole. È un limite che si pone. È una dignità che non si calpesta. È la condizione, forse, per un amore che non distrugga più.

Non so se esista una guarigione totale dalle ferite che questo libro racconta. Ma so che esiste la trasformazione. E so che quando un’esperienza così intima e dolorosa viene lavorata fino a diventare scrittura, fino a diventare dono per gli altri, allora il male ha smesso di essere l’ultima parola.

Per questo Narciso. Il tormento dell’anima non è solo un libro. È un atto di giustizia poetica verso se stesse e verso tutte quelle che non hanno ancora trovato il modo di dire ciò che hanno vissuto. È una mappa per chi è ancora nel tunnel. È una carezza per chi ne è appena uscita, stordita dalla luce. Ed è, per chiunque lo legga, l’occasione rara di incontrare una verità che non giudica, non condanna, ma semplicemente – potentemente – riconosce.

Chiuderlo non è come chiudere un romanzo. È come uscire da una stanza in cui si è stati finalmente ascoltati. E portarsi dentro, per sempre, quella voce che dice: non sei stata tu a sbagliare. Sei stata tu a credere. E quel coraggio, oggi, è la tua forza più grande. L’Editore, Salvatore Monetti

EVENTI 2026

 

La Casa Editrice Monetti Editore si distingue per la sua costante e qualificata partecipazione a fiere del libro di grande prestigio, come il Salone Internazionale del Libro di Torino, la Frankfurter Buchmesse di Francoforte, il Festival del Libro di Napoli, Casa Sanremo Writers, "Libro Aperto” Festival della Letteratura - Baronissi (SA), consolidando così la propria presenza nel panorama editoriale nazionale e internazionale.

 

TRIONFO ASSOLUTO PER PINO SOZIO: È LUI IL VINCITORE DEL PRIMO POSTO A CASA SANREMO WRITERS 2026. 

La Monetti Editore celebra il suo CAMPIONE e lo strepitoso successo del tris d'oro: 

Francesca De Sio, Mary Mulazzani, Lucia Nardi.

EVENTI APRILE 2026

2.jpeg
locandina 2.jpeg
locandina 1.jpeg

I NOSTRI SOCIAL NETWORKS

chatgpt image 18 feb 2026, 16_41_41.jpeg
chatgpt image 18 feb 2026, 16_27_00
chatgpt image 18 feb 2026, 16_48_29

CONTATTACI

SIAMO FELICI DI RISPONDERE A QUALSIASI TUA RICHIESTA

numeor.jpeg
chatgpt image 18 feb 2026, 16_43_49

manoscritti@monettieditore.it

 

commerciale@monettieditore.it

 

redazione@monettieditore.it

logo cpy1.jpeg