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POESIE D’AMORE ISBN 9791281043183 NewCondition 11.00
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POESIE D’AMORE Pagine 62 - Poesia NewCondition 11.00
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Qui
la notte non è fatta per dormire, ma per essere vivificata da un’anima che
espande la sua luce in una notte intima e solitaria:



 …dove sei amore sognato



Le mie labbra morbide



di attesa si posano



fra i tuoi capelli e il tuo cuore.



 Lo
scorrere del pensiero attraversa emozioni profonde, nascoste tra le pieghe
dell’impulso amoroso, si ha l’idea di entrare
in qualche cosa di delicatamente spirituale e universale, è la gioia dei sensi
che primeggia, che celebra sogni lusinghieri
di amanti che colgono latenti
desideri: 

 Poso il mio pensiero





sulle tue labbra...



Senti il suo sapore?



Senti il suo profumo?



Il mio pensiero non si ferma...



 Un
amore tormentato, una tempesta di passione, un desiderio in costante movimento
che spinge l’Autrice ad esprimere il fuoco che le arde dentro:



 I miei baci e



le mie carezze



sul tuo corpo



saranno dolce estasi



d'amore.



La
sua è una passione sensuale, spalmata di una
spiritualità profonda che le regalano momenti di piacere naturale, trasformati
e sublimati dallo stupore di cui lei stessa nella purezza del suo cuore si
meraviglia; senza incorrere nel blasfemo, riporta all’estasi di S. Teresa, dove
il dardo infuocato trafigge più volte il cuore delle mistica e lei si lascia
bruciare dal grande amore. In questa altalena di sentimenti si afferma lei,
Igea Arnao, donna sensuale e seducente come l’innocen-za di un’infante,
penetrata nel cuore della passione e, in estasi, ne rimane sopraffatta:



 Mi avvicino al tuo cuore



al calore del tuo respiro



Siamo fiamma che arde



Siamo seme e pane



fame che divora



Siamo corpi aggrovigliati



nell'eternità di un attimo d'amore.



 Il
viaggio continua, attraverso un ind
efinito
desiderio che è un inno alla saggezza dell’anima, alla maturità del
sentimento puro e terso come la rugiada del mattino sulle corolle:



 L'alba rimane fuori



dalla finestra.



Può aspettare ad entrare ...



Non disturbi la



nostra urgenza d'amore.



 Le
emozioni della poetessa sono un turbinio di emozioni, forti, pregne di vita e
di passione, creano una magia, che immette nelle alte sfere della poesia, dove
la sua anima, mai appagata, rincorre l’amore, quello vero, unico, travolgente,
irruento, irresistibile, totalizzante. Il lettore è trascinato dentro la lirica e dentro ciò che la regola: il movimento, l’emozione, il
sentimento, il piacere:



 Ci sono notti



in cui ti cerco



fra le lenzuola stropicciate



Poi m’immagino accanto a te



E non so dire



dove stia il vero o il sogno.

 La
gioia, la quiete, la notte e l’alba sembrano indurre a una ricerca continua. Si
ha l’impressione che, incontrandosi, raggiungendosi, sperimentando la propria
vicinanza, continuino incessantemente
a tendere a qualcosa: alla chiamata che sovrasta il contenuto del
momento e oltrepassa i limiti dell’eros riletti nelle parole del mutuo
“linguaggio del corpo”. Questa ricerca ha la sua dimensione interiore: “il
cuore veglia” perfino nel sonno. Questa aspirazione nata dall’amore sulla base
del “linguaggio del corpo” è una ricerca del bello integrale, della purezza
libera da ogni macchia: è una ricerca di perfezione che contiene, direi, la
sintesi della bellezza umana, bellezza dell’anima e del corpo:





 ….e penso di baciarti



di sentirti […]



Ti penso così



mia luce di vita



mio cielo



mio respiro.



 Un
bacio inebriante, due bocche che si cercano per fondere insieme lo stesso
respiro che culmina nell’invito nel quale la poetessa incoraggia il suo amato a
cercare il suo corpo in un desiderio sensuale, desiderio che scaturisce dal
cuore di “lei” non in un bacio effimero, ma in un bacio che è il respiro della
persona innamorata, è la sua stessa vita.

 L’incontro
è incantevole e vibrante di amore, un incontro cercato e vissuto nella scoperta
reciproca, nell’abbraccio profondo, nel trionfo della vita. L’
eros si trasforma in Agape, gli amanti contemplano, si
conoscono, esprimono una comunione così profonda, intensa, totale, infinito.



E,
dunque, lavati i sensi, purificata la mente, traghettati con il cuore tremante
dall’autrice attraversiamo il mare della sensualità, toccando la terra
dell’amore per assaporare la bellezza virtuosa, sapiente, mistica che Igea dona
all’umanità.



 Il
mio ringraziamento a Igea Arnao, che nella poesia dona, a quanti leggeranno,
brividi di emozione, quegli stessi che ho provato io immedesimandomi nei suoi
versi.



 Un plauso al maestro Federico Ferratello che ha saputo attraverso l'immensità della sua
creatività leggere nell’anima della poetessa che crea, nella totalità del suo estro, una scena
piena di emozione e spiritualità che affiora all'occhio di chi guarda, nel
tentativo di svelarne l’enigma dell’amore
velato in quest’opera.



 Salvatore
Monetti



 








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Monetti Editore promuove la cultura dando voce ad autrici e autori che esplorano le profondità dell'animo umano e le complessità del nostro tempo, offrendo uno spazio editoriale a nuove idee, emozioni e riflessioni sociali.

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LIBRO DELLA SETTIMANA

NARCISO  IL TORMENTO DELL’ANIMA

 

di PATRIZIA MARIA MACARIO

Esistono libri che si leggono. Esistono libri che si studiano. E poi esistono quei rari libri che, pagina dopo pagina, ti attraversano. Ti entrano nelle ossa, si insinuano nei silenzi che credevi di aver dimenticato e, senza clamore, ti restituiscono una verità che forse avevi smesso di cercare.

Narciso. Il tormento dell’anima è uno di questi.

Ho tra le mani un’opera che non teme di guardare il male negli occhi, e lo fa con la precisione chirurgica di chi il male lo ha subito, analizzato, smontato pezzo dopo pezzo per poterne infine parlare senza essere più posseduta. Non è un trattato di psicologia, sebbene la lucidità analitica ne percorra ogni pagina. Non è una memoria intima, sebbene la voce che lo abita sia così autentica da sembrare, a tratti, un monologo interiore che il lettore fa proprio senza accorgersene. È piuttosto un’opera di frontiera: il racconto di una sopravvivenza che diventa, con pazienza artigianale, strumento di conoscenza.

L’autrice compie un’operazione letteraria e umana insieme. Ci conduce dentro il meccanismo perfetto e perverso del narcisismo patologico – la maschera di affabilità, il corteggiamento come trappola, la lenta e inesorabile riscrittura della realtà – ma non si limita a descrivere il carnefice. Il suo sguardo, e qui sta la cifra più alta di questa scrittura, si posa con altrettanta onestà sulla vittima. Su di sé. Sulla parte di sé che ha scambiato la dipendenza per amore, la paura per passione, l’annullamento per dedizione.

Leggendo, ho pensato a quanto sia difficile raccontare il dolore senza autocommiserazione, e quanto sia ancora più difficile farlo con la chiarezza di chi ha dovuto attraversare il buio più volte prima di imparare a riconoscerne i segnali d’ingresso. Questo libro è il frutto di quel lungo apprendistato. Non c’è ingenuità in queste pagine, e non c’è nemmeno cinismo. C’è la sapienza amara e dolcissima di chi ha smesso di chiedersi “perché a me” per cominciare a chiedersi “cosa posso imparare perché non accada più”.

E poi, a un certo punto, accade qualcosa di inaspettato. La scrittura cambia registro. Il respiro si allarga. Dopo il racconto del tormento, dopo la cronaca minuziosa delle relazioni che consumano, emerge una figura nuova: la Nemesi.

Non la dea della vendetta, badiamo bene. Non c’è, in queste pagine, il facile conforto della rivalsa. La Nemesi che nasce dal silenzio e dalla pratica paziente di sé è altra cosa. È la donna che ha smesso di attendere salvezza perché ha imparato a essere, lei stessa, la propria salvezza. È la voce che non chiede più, non supplica più, non si dissolve più nell’altro perché ha ricomposto, frammento dopo frammento, il proprio centro.

Da scrittore, sono rimasto colpito dalla struttura stessa del libro, che procede per cerchi concentrici: ogni capitolo sembra riportare la protagonista allo stesso punto di partenza, ma ogni volta con una consapevolezza più alta. È una forma che ricorda il percorso terapeutico più autentico, quello che non procede in linea retta ma a spirale, dove ogni ritorno al dolore è in realtà un superamento. E la scrittura si fa specchio fedele di questo movimento: intensa, sincera, capace di reggere il peso della ripetizione senza mai cadere nella retorica.

C’è un passaggio, in particolare, che mi ha fermato. L’autrice scrive: “Mi ero convinta che amarlo significasse sopportare, giustificare, restare. E in questo inganno sottile avevo scambiato la sottomissione per dedizione, la paura per passione, il dolore per profondità.”

Queste parole sono il cuore di ogni relazione tossica. E metterle sulla pagina con questa nudità, senza schermi, senza l’alibi della letteratura, è un atto di coraggio che merita il massimo rispetto. Perché non si scrive così senza aver pagato un prezzo. Non si scrive così senza aver toccato il fondo e aver deciso, comunque, di risalire.

Ma questo libro non è solo per chi ha vissuto l’inferno del narcisismo patologico. È per chiunque abbia amato qualcuno che non sapeva amare. Per chi si sia mai chiesto, in una relazione, se fosse giusto sentirsi così poco. Per chi abbia scambiato il dolore per intensità e la sofferenza per prova d’amore. E, credo, anche per gli uomini che non hanno mai avuto il coraggio di guardare in faccia il meccanismo di cui sono stati, talvolta inconsapevolmente, artefici.

L’autrice non offre ricette. Non promette guarigioni facili. Non si erge a maestra di nulla se non della propria esperienza, attraversata con una tenacia e una lucidità che fanno di questo libro non solo un atto letterario ma un gesto politico nel senso più alto: restituire linguaggio a ciò che tace, nome a ciò che confonde, forma a ciò che distrugge.

E poi, alla fine, dopo il viaggio nel buio, dopo le cadute e le risalite, dopo il diario e la solitudine e la faticosa ricostruzione di sé, c’è l’amore. Non l’amore che chiede, non quello che si annulla, non quello che si accontenta di briciole. Un amore diverso, conquistato, finalmente scevro dal bisogno. Un amore che può esistere solo dopo aver imparato, prima di tutto, ad amare se stessi.

“Oggi la parola che amo di più è ‘rispetto’”, scrive l’autrice nell’epilogo, “ed è più forte dell’amore, ed è ciò che dopo trent’anni mi tiene legata a colui che ho rispettato in nome dell’amore.”

Questa frase, così semplice e insieme così radicale, potrebbe essere la sintesi di tutto il libro. Perché il rispetto, a differenza dell’amore inteso come fusione, è una scelta consapevole. È un limite che si pone. È una dignità che non si calpesta. È la condizione, forse, per un amore che non distrugga più.

Non so se esista una guarigione totale dalle ferite che questo libro racconta. Ma so che esiste la trasformazione. E so che quando un’esperienza così intima e dolorosa viene lavorata fino a diventare scrittura, fino a diventare dono per gli altri, allora il male ha smesso di essere l’ultima parola.

Per questo Narciso. Il tormento dell’anima non è solo un libro. È un atto di giustizia poetica verso se stesse e verso tutte quelle che non hanno ancora trovato il modo di dire ciò che hanno vissuto. È una mappa per chi è ancora nel tunnel. È una carezza per chi ne è appena uscita, stordita dalla luce. Ed è, per chiunque lo legga, l’occasione rara di incontrare una verità che non giudica, non condanna, ma semplicemente – potentemente – riconosce.

Chiuderlo non è come chiudere un romanzo. È come uscire da una stanza in cui si è stati finalmente ascoltati. E portarsi dentro, per sempre, quella voce che dice: non sei stata tu a sbagliare. Sei stata tu a credere. E quel coraggio, oggi, è la tua forza più grande. L’Editore, Salvatore Monetti

EVENTI 2026

 

La Casa Editrice Monetti Editore si distingue per la sua costante e qualificata partecipazione a fiere del libro di grande prestigio, come il Salone Internazionale del Libro di Torino, la Frankfurter Buchmesse di Francoforte, il Festival del Libro di Napoli, Casa Sanremo Writers, "Libro Aperto” Festival della Letteratura - Baronissi (SA), consolidando così la propria presenza nel panorama editoriale nazionale e internazionale.

 

TRIONFO ASSOLUTO PER PINO SOZIO: È LUI IL VINCITORE DEL PRIMO POSTO A CASA SANREMO WRITERS 2026. 

La Monetti Editore celebra il suo CAMPIONE e lo strepitoso successo del tris d'oro: 

Francesca De Sio, Mary Mulazzani, Lucia Nardi.

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