Tina Polisciano è una figura affascinante, capace di incarnare quel raro equilibrio tra radici e apertura, tra identità e universalità. Come emerge dalla sua biografia, il suo legame con Maratea è profondo e viscerale, pur non essendo originaria della Lucania. Questo attaccamento va ben oltre un semplice affetto paesaggistico: è una scelta d’amore, un riconoscimento di quanto questa terra abbia saputo accoglierla, diventando scenario della sua storia personale, custode dei suoi affetti più cari e teatro della sua vita quotidiana. Ma ciò che rende Tina Polisciano una donna davvero speciale è la sua cultura, intesa non solo come bagaglio di conoscenze, ma come mentalità aperta, curiosa, priva di confini. La sua sensibilità le permette di apprezzare Maratea non solo per la sua bellezza naturale, ma anche per il suo valore umano e artistico, dimostrando che la cultura – quella autentica – non si ferma davanti alle frontiere geografiche. La sua vocazione pedagogica – coltivata fin dagli studi all’Università di Salerno e maturata durante gli anni d’insegnamento nel Lagonegrese – raggiunge una delle sue vette più luminose nella fiaba La piccola Filli, Mago Lidio e Maghella Sabella. Ambientata tra le atmosfere incantate della Basilicata, dove il folclore si intreccia alla quotidianità, la storia è molto più di un semplice racconto: è un vero e proprio manifesto educativo. Attraverso metafore delicate e personaggi indimenticabili, Tina Polisciano trasmette ai giovani un messaggio potente e attuale: l’importanza di andare a scuola non come obbligo, ma come viaggio di scoperta; il coraggio di credere in se stessi, superando paure e limiti; la capacità di spiccare il volo, sostenuti dall’amore familiare ma anche dalla consapevolezza delle proprie ali. Ogni pagina riflette la sapienza di un’educatrice che, in quarantacinque anni di esperienza, ha imparato a parlare direttamente al cuore dei giovani. Le avventure di Filli e dei suoi compagni magici non sono solo intrattenimento, ma strumenti per veicolare valori universali: l’onestà, la resilienza, il rispetto per le differenze. E soprattutto, l’idea che l’apprendimento sia un’avventura gioiosa, capace di trasformare la realtà. Chi, se non Tina Polisciano, avrebbe potuto plasmare una narrazione così ricca di sfumature morali, senza mai cadere nel didascalismo? La sua fiaba è un ponte tra tradizione e modernità, dove la magia del Sud Italia diventa allegoria di crescita. Un dono alle nuove generazioni, perché possano riconoscersi in storie radicate nel territorio ma aperte al mondo. Ma Tina Polisciano non si è limitata alle aule scolastiche o alle pagine dei libri. Come presidente del Centro Culturale di Maratea, intitolato a “José Mario Cernicchiaro”, suo compagno di vita, ha trasformato la sua passione in un motore di crescita collettiva: convegni, presentazioni, mostre, teatro, concerti e premi hanno animato la vita della cittadina, arricchendone l’offerta turistica e culturale. E ancora, da direttrice della Biblioteca del Centro, ha creato una Biblioteca per Ragazzi, un faro per avvicinare i più piccoli alla lettura, alla scoperta, alla meraviglia delle storie. I numerosi premi ricevuti – da RadiciItalia a Donna dell’Anno, dal Premio Donata Doni ai riconoscimenti UNPLI – testimoniano non solo il suo impegno, ma l’impatto tangibile del suo lavoro. Appassionata di tradizioni popolari, dialetto e storia locale, ha regalato alla Lucania opere letterarie celebrate anche a livello internazionale, dimostrando che la cultura, quando è autentica, sa parlare sia al cuore del territorio sia al mondo. Tina Polisciano è dunque molto più di un’autrice o un’educatrice: è una creatrice di ponti. Tra passato e futuro, tra locale e globale, tra l’amore per una terra e l’universalità dei valori. E in un’epoca in cui tutto sembra effimero, la sua scrittura ci ricorda che le radici più solide sono quelle nutrite di curiosità, generosità e bellezza condivisa. L’editore, Salvatore Monetti.
