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TRAMONTO A GAZA

2025-10-09 15:35

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TRAMONTO A GAZA

Stasera il cielo si è incendiato di una bellezza che spezza il cuore. Un rosso ardente, profondo come un sospiro trattenuto, avvolge i faraglioni di Capri mentre il sole scivola nel mare. È un dipinto di pace così perfetto da sembrare una preghiera. E in questo silenzio sacro, la mia mente vola, traditrice, verso un altro tramonto. Anche lì, stasera, il cielo sarà rosso. Ma è un rosso diverso: è il rosso del fuoco che divora, il rosso del sangue che macchia la terra. È il tramonto su Gaza, un sole che non tramonta sulla serenità, ma sull'orrore. Due rossi sotto lo stesso cielo, un unico pianeta lacerato. Questo gioiello fragile e irripetibile, sospeso nel vuoto nero tra migliaia di mondi inerti, noi lo stiamo sfregiando. Lo stiamo consumando con il veleno del nostro egoismo, con l'inarrestabile sete di potere che ci fa credere dei e padroni. Combattiamo guerre insensate, seminiamo odio come se fosse un raccolto, dimentichi della nostra vera, fragile natura. Perché noi non siamo l'universo, eterno e imperturbabile. Siamo solo un respiro, un attimo. Granelli di polvere infinitesimi, illuminati per un istante dalla stessa, fugace luce. Ma è proprio in questa polvere che risiede la nostra unica, immensa speranza. Siamo polvere dell'Uno. Quella stessa sostanza divina che scintilla nel tramonto di Capri e geme in quello di Gaza. È l'Uno che ci accomuna, che lega il respiro del bambino addormentato a Napoli all'ultimo sussulto di un padre a Rafah. Ed è questa connessione, questa verità più forte di qualsiasi arma, l'unico amore che può vincere. Prima che il nostro istante si spenga. Prima che l'ultimo tramonto sia solo rosso di sangue, e non più di speranza. Salvatore Monetti


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