Ecco come queste poesie sono sorte.
Nel 2016 mi trovavo presso la casa
circondariale di Velletri, in via Campoleone, dove svolgevo la mansione di
bibliotecario presso la sezione 4A, quando un giorno mi convoca l’educatrice.
Mentre mi appressavo a lei mi protendeva la sua mano mollemente prona la quale
avrebbe richiesto un baciamano se le circostanze non mi avessero inibito, e lei
stavolta sorridente a me: “come va?”, invitandomi al dunque di scegliere dalla
biblioteca un libro per lei. Dalle scaffalerie per lei ripresi i “Pensieri” di
Biagio Pascal, il quale io già avevo letto per conto mio. Prima di
porgerglielo, la settimana quindi seguente, sugli spazi bianchi di questo libro
avevo trascritto dei sonetti che la circostanza mi aveva suggerito, di carattere
stilnovista nei quali si capiva quanto fosse lei, al secolo Maddalena Durante,
la donna in oggetto. Lei, sbirciando, ricusò quella proposta, per cui
successivamente scelsi un altro libro, asettico. Fu tuttavia quella
l’occasione, successivamente sviluppata, a darmi scatto per ulteriori
composizioni per un totale di 372 nelle quali gli argomenti spaziavano dai miei
retaggi, alle mie riflessioni, in prosieguo di quelle che avevo messo giù
sebbene dapprima in narrativa, ovvero in poesia larvata, dal mio accesso in un
carcere fino a quel momento. Dal giorno della mia scarcerazione, avvenuta nel
2018, non ho più scritto poesie.
Ero titubante se scrivere allora o,
come pigramente ritenevo, a scarcerazione avvenuta, ma mi sono deciso per la
prima ipotesi, temendo infatti che una volta reintrodotto nel mio ambiente
primitivo non ne avrei avuto più il tempo, la concentrazione e soprattutto il
dono per farlo. A questo nel testo mi riferisco: “Cogliate i fiori finché non
sarà la sfioritura”.
Il significato di questa raccolta sta
nelle parole: “Quando vi trascineranno davanti ai tribunali allora mi sarete da
testimone, e lo Spirito sarà lui a parlare per voi, ovvero nella lettera agli
Efesini 6,12 in cui l’Autore rivela
quanto sopra delle nostre teste vi sia un combattimento spirituale con le forze
del male. In effetti sono giunto in carcere contro ogni logica e contro ogni
evidenza ma solo, mi sono reso conto, perché potessi rendere tale
testimonianza, ed ancora, concludo, per poter recuperare la persona la cui
parola mi ha sospinto attraverso un tale percorso.
Monetti Editore promuove la cultura dando voce ad autrici e autori che esplorano le profondità dell'animo umano e le complessità del nostro tempo, offrendo uno spazio editoriale a nuove idee, emozioni e riflessioni sociali.
LIBRO DELLA SETTIMANA
IL FILO DOPPIO DELLA MEMORIA
di PELLEGRINO GRAZIANO
Nel cuore di Salerno, tra le ombre di vicoli antichi e il respiro del mare, una vecchia Tessitrice siede accanto a un telaio incantato. Attorno a lei, un cerchio di bambini ascolta rapito: le sue mani intrecciano fili d’oro e d’argento, ma ciò che realmente tesse è il tempo stesso, e con esso la memoria viva e pulsante di una città che parla attraverso le sue leggende.
Il filo doppio della memoria è una raccolta di racconti che si snoda come un unico grande affresco narrativo, dove passato e presente si specchiano, legati da un filo invisibile ma indissolubile. La voce della Tessitrice guida il lettore attraverso secoli di storia, sogni e apparizioni: dalle origini mitiche di Salerno con l’eroe Filottete e le sirene del golfo, alle visioni medievali dei monaci neri, passando per le magie di Pietro Barliario e le cure sapienti delle medichesse della Scuola Medica Salernitana. Ogni leggenda è un canto che rinasce dalla trama del telaio, evocando personaggi memorabili: la Bella Salernitana che danza tra le rovine del tempo; il fantasma innamorato del Duomo che cerca il suo amore perduto; la Regina Verde dei giardini di Minerva; i leoni del portale che si muovono nelle notti di tempesta; la Cerva Guardiana dei mondi, che custodisce il varco tra realtà e sogno. In un crescendo poetico e malinconico, le storie si intrecciano in un unico racconto, fino alla grande danza finale: quando, sulla riva del mare, la Bella Salernitana canta sotto la luna e convoca tutti i protagonisti delle leggende a una veglia incantata. Insieme, affidano Salerno al tempo e alla memoria, perché nulla venga dimenticato. Con uno stile lirico e incantato, tra favola e storia, questa raccolta è un omaggio alla bellezza fragile e misteriosa della città di Salerno — e un invito a riscoprire, nel doppio filo della memoria, ciò che ci unisce agli spiriti di chi è venuto prima di noi.

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